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Guida al diamante

Il Diamante


Il diamante è un materiale che si trova in natura ed è composto totalmente da carbonio, come ad esempio la grafite delle matite ma, avendo una struttura molecolare molto compatta, è anche l’elemento più duro che si conosca. Per questa caratteristica, la maggior parte del materiale estratto viene utilizzato per scopi industriali e solo una piccola parte viene impiegata in gioielleria: raramente gli esemplari rinvenuti sono sufficientemente trasparenti ed incolori per questo utilizzo.
L’unico sistema per lavorarlo è l'utilizzo di attrezzi di diamante.
Attualmente il maggior produttore è l’Australia, seguita dalla Russia e da vari stati africani fra cui il Sud Africa le cui miniere sono state le prime ad essere sfruttate.



LE4C


Fino a qualche anno fa, chi era interessato all’acquisto di un diamante si doveva fidare ciecamente dell’esperienza e dell’onestà del suo interlocutore.
Negli ultimi anni invece, a livello mondiale, sono stati messi a punto criteri rigidi per classificare le pietre che, oltre tutto, rappresentano un ottimo sistema per tutelare l’acquirente. Altresì rimane importante la figura di chi vende che deve essere in ogni caso esperto ed onesto per fare da “interprete” verso chi è interessato all’acquisto.

Propriamente, le 4C, stanno ad indicare le 4 caratteristiche principali con le quali si classificano i diamanti e cioè (in lingua inglese):

- Carat (Peso)
- Colour (Colore)
- Clarity (Purezza)
- Cut (Taglio)

Il peso è espresso in carati (Ct.) ed 1 carato = 0,2 grammi.

Il colore viene classificato per paragone con pietre campione e viene espresso con una lettera dell’alfabeto dalla D alla Z dove D è la più “bianca” cioè la più incolore e la Z è molto gialla ma non abbastanza da poter essere considerata “fancy color” cioè colore fantasia. Pur essendo comunque diamanti assai rari, i fancy esistono di quasi tutti i colori e spesso il valore di queste pietre è superiore ad una pietra analoga di colore D.
In realtà la maggior parte dei diamanti in commercio sta fra la F e la J.
La purezza consiste nella classificazione delle impurità presenti all’interno della pietra tramite un esame con una lente a 10 ingrandimenti e viene espressa con una delle seguenti sigle:

SIGLA INGLESE DESCRIZIONE
IF 
Internally Flawless
Internamente Pura  
VVSI1/VVSI2 
Very Very Small Inclusion 
Inclusione piccolissima
(difficilissima da vedere)  
VSI1/VSI
Very Small Inclusion 
Inclusione molto piccola
(difficile da vedere)
SI1/SI2 
Small Inclusion 
 Inclusione piccola
(visibile facilmente)  
P1/P2/P3  
Piquet  
Inclusione visibile ad occhio nudo

 

Il taglio infine, è una caratteristica non meno importante delle precedenti e comprende sia la forma (brillante, a cuore, baguette ecc.) sia la qualità che si giudica rispetto a diversi parametri di cui il più importante è la proporzione.

Esistono, riguardo al taglio brillante, rigidi rapporti geometrici che vanno rispettati dal tagliatore, per ottenere una pietra che offra il massimo in termini di brillantezza. Risulta così che il diametro di due pietre dello stesso peso sia circa lo stesso. Ecco alcuni esempi:

ct_mm

 

Il Brillante


Qual è la differenza fra diamante e brillante?

La risposta è molto semplice: il diamante è la materia prima mentre il brillante è il tipo di taglio con almeno 57 faccette.
Il taglio brillante viene utilizzato su ogni tipo di gemma, si ha così, per esempio, un rubino taglio brillante. Quando però si parla di brillante senza ulteriori specificazioni, si intende un diamante tagliato a brillante. Anche se molto meno diffusi, esistono altri tipi di taglio come l’Ovale, a Navette (o Marquise), a Goccia, a Smeraldo, a Cuore, a Carrè, a Baguette, etc.

tagli

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